Roffredo III Caetani

Roffredo III Caetani (1270 ca. – 1335/1336), pronipote del pontefice Bonifacio VIII, nacque da Pietro II Caetani e Giovanna da Ceccano intorno al 1270. Dei suoi primi anni non si conosce quasi nulla, se non che ricevette un’educazione volta a favorirne la carriera ecclesiastica, che cercò di perseguire per alcuni anni. Fu probabilmente con l’ascesa al soglio pontificio del prozio che decise invece concentrare i suoi sforzi nella promozione della politica familiare nell’Italia centrale e nel Regno di Napoli.

Un ruolo decisivo nella strategia politica di Roffredo III, volta a mantenere e accrescere il patrimonio personale e familiare, lo ebbero senz’altro le alleanze matrimoniali; dapprima, il 19 settembre del 1296, per volontà di Bonifacio VIII, sposò Margherita Aldobrandeschi, rimasta vedova di Orsello Orsini, nella prospettiva di realizzare il passaggio del contado aldobrandesco alla sua casata. Annullato il matrimonio nel 1298, nell’ottobre 1299 sposò Giovanna dell’Aquila, erede di Riccardo IV conte di Fondi (questa la circostanza che portò all’inclusione dell’insegna araldica dei dell’Aquila nello stemma Caetani). La morte del conte portò Roffredo a ritrovarsi in brevissimo tempo investito della suddetta contea.

Al 1317 risale invece il matrimonio con Caterina della Ratta figlia di Diego della Ratta, conte di Caserta e gran camerario del Regno di Napoli; Caterina era erede presuntiva di Diego, ma il passaggio della città ai Caetani non si verificò (non in questo secolo quantomeno), poiché Diego ebbe più tardi un figlio maschio che divenne suo erede.

Fu coinvolto in numerosi conflitti, sia locali che di respiro ben più ampio. A Roma, poco dopo il matrimonio con Margherita Aldobrandeschi, fu fatto cavaliere e festeggiato con un torneo nei pressi dell’attuale basilica di S. Pietro, suscitando lo scandalo di alcuni. Una delle satire di Iacopone da Todi è dedicata proprio a tale avvenimento. Fin dai primi anni del XIV secolo fu coinvolto nei numerosi conflitti che vedevano protagonisti i signori e le comunità della Campagna romana. Particolarmente significative la rivalità e le guerre che lo videro contrapporsi ai Colonna per la durata di quasi tutta la sua carriera politica e militare.

Si dedicò alla ricostruzione di Fondi, che in quel periodo versava in condizioni rovinose, ed ebbe un ruolo importante nell’ambito dell’alleanza guelfa capeggiata dagli Angioini, in particolare durante la spedizione italiana dell’imperatore Enrico VII di Lussemburgo (1310-1313).

Resse per due volte, insieme al fratello Benedetto, il rettorato di Campagna e Marittima a nome di Roberto d’Angiò, e lo servì inoltre come comandante militare, con il compito di difendere la costa del Regno nei pressi della frontiera con lo Stato pontificio. Fu buon amministratore, al punto che venne eletto podestà di Siena dal 26 dicembre 1321 al 30 giugno 1322.

Dopo un primo accordo per la divisione dell’eredità paterna, stipulato nella sua casa di Anagni nel 1317, vi furono contese dapprima con il fratello Francesco, successivamente risolte, poi, a causa del testamento dello stesso Francesco, morto intorno al 1330, con altri membri della famiglia, per l’attribuzione in particolare delle terre di Sermoneta e Bassiano. Il 29 gennaio 1333 raggiunse infine con i suoi pronipoti un concordato con cui si vedeva attribuire le due località in questione (oltre a San Donato, Trevi, Pofi, Gaiatanello, i due terzi di Felice e alcune proprietà ad Anagni). Morì tra il 23 aprile 1335 e il settembre 1336 e fu probabilmente sepolto a Traetto.

DOCUMENTI

L’archivio gentilizio conserva i seguenti documenti relativi a Roffredo III Caetani.

  • AC Perg 648
  • AC Perg 815

Archivio Caetani, Pergamene, n. 648
Divisione dell’eredità per cui riceve i
feudi di Pofi, Selvamolle, Torre, Trivigliano, Trevi, Filettino,
Vallepietra, Gennaro, Carpino e altri, 1317 novembre 24

Archivio Caetani, Pergamene, n. 815
Viene investito delle terre di Giovanna dell’Aquila, sua uxor, delle
terre di Traetto e Suio, 1298 ottobre 19-20

DOCUMENTI

A seguito di una collaborazione con l’Archivio di Stato di Siena, si presentano qui i volumi digitalizzati dell’Archivio delle Biccherne del comune di Siena:
nei piatti si trova lo stemma di casa Caetani e all’interno l’attività amministrativa svolta dall’alto funzionario.

  • Biccherna 543
  • Consiglio Generale 92
  • Consiglio Generale 96